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verso la notte bakongo

Personaggio nero o”negro”, come si autodefinisce il protagonista, nato nell’ex Congo e desideroso di entrare nella scena letteraria, lo spazio narrativo incentrato a Bologna, sono indizi che inducono a ipotizzare che non pochi elementi della storia raccontata da Jadelin Mabiala Gangbo siano autobiografici.
E’ una storia di formazione, dove i personaggi, gli ambienti contribuiscono a far maturare Mika, il protagonista verso una ricerca di se stesso, della sua identità, ma contemporaneamente a farlo sentire inutile, sconfitto, quando rimane privato di quella che sente come coronamento della sua vita.
E’ quindi una storia d’amore i cui ingredienti sono molteplici e diversi da una normale vicenda di ricerca dell’altra metà. Intanto la componente della diversità etnica prorompe sempre in maniera corposa e determinante. Mika è un nero, Elena è una bianca. Non è che la negritudine di lui susciti contrasti in lei o generi elementi di dissapori, ma è invece il rapporto che si stabilisce con la società che rende il protagonista un diverso.
Non sono pochi infatti gli episodi raccontati ove il colore diverso della pelle diventa il discrimine di comportamento degli altri. Così avviene quando cerca casa, quando cerca lavoro.
La diversità connessa ad una certa insofferenza per le regole e per il conformismo fanno sì che la storia di Mika sia anche quella di una vita marginale spesa fra alcool, droga, lavori saltuari, trasgressioni, nottate spese in incontri sessuali.
Anche il percorso di spazi diversi da quello bolognese gioca il ruolo di marcare da una parte l’insulsaggine di essi se non vissuti insieme alla sua Elena, dall’altra l’impossibilità di stabilire una relazione certa e sicura se non corredata da una identità stabilizzata.
A Parigi, infatti Mika non riuscirà a sentirsi del tutto a posto con la donna ivi conosciuta e così appena rivedrà Elena abbandonerà Parigi e la donna, con cui aveva convissuto fino a quel momento, senza neppure salutarla.
Ma anche la Spagna, ove per la prima volta conoscerà anche fisicamente Elena, non riesce ad essere uno spazio capace di dare un senso alla sua vita. Il territorio iberico rivela una Elena che non ancora è conquistata da lui ed è alla ricerca anch’ella della sua strada.
Significativo è il tentativo di riappropriarsi della propria identità attraverso un ritorno al passato, quand'era in Congo, e ai suoi riti magici.

30-12-2009

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