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appuntamento nel bosco

Storia della migrazione di una famiglia scampata agli eccidi di una guerra insulsa e fratricida, come quella balcanica degli anni '90, che fatica a inserirsi nella comunità di un altro paese, dove i nuovi arrivati vengono emarginati e isolati. La diffidenza nei loro confronti è tale da far affiorare paure e regressioni che si tramutano in una tragedia. Vittima è Ramona, adolescente fragile, che in Italia ha legato solo con la coetanea Wanda. Dedicato agli adolescenti, è un libro che fa riflettere.
"Ma quanto al primitivo, anche qui da noi non si scherzava. Questa almeno fu la spiegazione che mi diedi dopo quanto era successo".
Il senso del lungo racconto pubblicato nel 1998 è racchiuso in questa frase che si trova nelle primissime pagine del libro quasi a preannunciare un dramma non dovuto alle follie della guerra, ma alla primitività di quella specie di animale che è qualche volta l'uomo e che risponde solo alle leggi dell'istinto e della violenza.
"Appuntamento nel bosco" è un testo i cui protagonisti sono adolescenti. Il mondo degli adulti fa solo da contorno. Eppure anche in quelli che dovrebbero essere, proprio perché adolescenti, portatori di comprensione e aperture, si stabiliscono regole xenofobe, si stabiliscono esclusioni ingiustificate, spesso dovute solo ad apparenti differenze esterne.
L'altro significato che si coglie è la denuncia del senso di esclusione nei confronti di chi è straniero e viene tenuto a distanza, estraneo alla vita della comunità. La primitività sorge nel momento in cui qualcuno della comunità prova a rompere l'isolamento dello straniero, ad accorciare le distanze, a tentare di inserirlo nella vita comunitaria o addirittura a privilegiare lo straniero al posto della comunità.
Determinante nella sorte di Ramona, è, da una parte, questo "lupus" che l'uomo si trova dentro e che non sa reprimere, ma anche la difficoltà ad accettare una diversità che scatena paure e lo fa regredire alla situazione di animalità.
E' un testo diretto ai ragazzi-adolescenti, utilissimo per una riflessione sul tema della xenofobia e dello straniero.

Marzo 2004

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