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Va e non torna

Va e non torna di Ron Kubati è uno spaccato fotografico di quello che può accadere ad un immigrato in un breve lasso di tempo in una qualsiasi città italiana. In questo caso l’ambiente nel quale si svolgono le azioni è quello meridionale, pugliese, e ciò si comprende, oltre che da alcuni riferimenti toponomastici, anche da alcune espressioni tipicamente dialettali.
Il romanzo, vivace, scenicamente rapido, per quanto riguarda la vicenda è strutturato su tre piani: uno con un narratore esterno, in cui vengono affrontati i momenti del carcere e della amnistia da parte del padre del protagonista e due con un narratore interno, i cui tempi sono diversi e variamente intrecciati con sequenze evocative dei momenti dell’infanzia, dell’adolescenza e della giovinezza, fino alla fuga dall’Albania del protagonista; della sua vita a Bari e del suo innamoramento con Elena.
Il titolo Va e non torna, ripreso dalle strutture dei racconti fiabistici albanesi sta a indicare il valore positivo del viaggio intrapreso che esclude il non ritorno pur con tutte le possibili prove iniziatiche che possono incontrarsi. È questo forse il tema dominante e non per nulla esso dà il titolo al romanzo. Ma accanto a questo e forse strettamente connesso ad esso è presente il tema della libertà. Il protagonista fin da piccolo è un indipendente che sente fortissima la necessità della trasgressione di fronte all’ossessiva omologazione imposta dal regime comunista albanese.
Il romanzo si legge con estremo piacere.

2006

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