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lacasa dei ricordi ismail

 

Lo spazio narrativo è quello di una casa di cura per anziani; il tempo nel quale si svolgono i fatti narrati è di qualche anno, non perché ciò che accade è irripetibile, ma perché rappresenta quasi un momento di un ciclo che può ripresentarsi con nuovi anziani, malati gravi e meno gravi, con nuove amicizie, con altre ma, in fondo, sempre uguali storie di isolamento, di ricordi di amori, di abbandoni, depressioni. In questo scenario ove la dimensione della storia quotidiana, degli avvenimenti sociali scompare se non con elementi o squarci climatici e/o di ricorrenze festive emerge l'esperienza di una assistente socio assistenziale (ASA) mozambicana che tende a rivelarsi come un angelo perché è paziente, incoraggia, fa amicizia, aiuta gli anziani a traghettarsi verso una dipartita a volte veloce, inaspettata, a volte lenta e sofferta.
Due aspetti punteggiano la vita operosa della assistente mozambicana nella casa di cura. Da una parte momenti di nostalgia della terra d'origine con il suo cielo limpido e stellato, con la temperatura calda e non rigida come quella dei dintorni di Milano, dall'altra aspetti marginalmente razzistici e/o xenofobi.
Noi non sappiamo come si chiama la protagonista perché tutte le pazienti, i maschi anziani che hanno bisogno di cure generalmente sono pochi e di poco peso nel racconto, la chiamano "cioccolatino", a causa del suo colore della pelle. E' una condizione che la protagonista sembra accettare bonariamente anche se deve subire momenti di aperto rifiuto della sua persona. Le varie storie, ricordi delle anziane presenti nella casa di cura con cui l'assistente entra in rapporto sono tenute assieme attraverso la narrazione di una particolare amicizia che la protagonista stabilisce con una delle anziane presenti nella casa di cura, Rita, una ex direttrice di banca, che non ha parenti e proprio per questo non può che essere intenzionalmente aperta a intessere un rapporto amichevole con chi le sappia prestare dell'attenzione e affetto come lo sa fare "cioccolatino". Singolare anche un rapporto di amore che Rita ristabilisce con un suo ex spasimante, che si è trovato nella condizione di essere ricoverato nella stessa casa di cura.
Il testo scritto in un italiano scorrevole, piano, con frasi semplici, si legge con piacevolezza e rapidità.
L'assenza ad ogni riferimento sociale colloca la narrazione in una dimensione ovattata, ove i contrasti sono smussati, sono attutiti spesso a causa di una esplicita ideologia di appartenenza religiosa, anche se non è, fortunatamente, sostenuta da elementi rituali.

 

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